Barbie e bamboccioni.

”Io mi innervosisco sempre quando sono al mare!…Non so perche’, ma sono sempre nervosa!…essi’…”
c’era qualcosa che non combaciava tra frasi e tono di voce.
ho alzato lo sguardo dalla sedia a sdraio e mi sono ritrovata davanti ad uno scriciolo con i capelli neri corti che, dall’alto dei suoi forse sei anni, scimmiottava perfettamente quello che era stata costretta a subire.
vicino a lei, una ragazzina bionda, piu’ alta e piu’ grande di qualche anno, che non rispondeva e non rispondeva neanche la sua Barbie.
in controluce i vestiti da principessa di due delle bambole-castiga-bambine non erano abbastanza fluidi per ballare e restavano rigidi come le gambe e le braccia. i capelli erano sempre lunghi e biondi.
”No, non mi piace venire in acqua perche’ mi annoio,” ha continuato lo scriciolo moro.
stavo assistendo ad una conversazione fra Barbie.
la piu’ alta e bionda, quella con la Barbie con il vestito azzurro, non riusciva a fiatare, mentre lo scriciolo moro si destreggiava con maestria tra italiano, tono della voce alterato da noia immaginata, mentre faceva fluttuare al vento i capelli della sua Barbie in abito bianco.
”E’ una noia stare nell’acqua!” ha ribadito facendo il verso di qualche signora da terrazza sul lungomare.
la bambina bionda, sempre senza pronunciare parola, si e’ allontanata lasciando lo scriciolo moro e la sua Barbie senza nessuno con cui parlare.
aveva le piccole dita dei piedi che fuoriuscivano dalla fascia per trattenerli perche’ le ciabatte-sandali erano troppo grandi. ha appoggiato la Barbie sull’asciugamano e rinunciato alla conversazione. lei, pero’, al contrario di Barbie, in acqua ci voleva andare.
”Agata, ti prego, ancora cinque minuti che prendo il sole e poi andiamo in acqua…te lo prometto!” le ha risposto la mamma, distesa sull’asciugamano, vicino alla Barbie di cu cercava di ripetere le movenze da stereotipo con una gamba piegata e l’altra distesa, seduta con le braccia un po all’indietro appoggiate sulle mani.
Agata quasi non parlava piu’, forse perche’ non aveva nessuno da far parlare nascondendosi dietro al scimmiottare che aveva imparato come fosse utile per recitare le sue scene immaginate.
dopo qualche minuto, Agata e’ riuscita ad andare in mare, portandosi dietro anche la Barbie che, forse, avrebbe convinto a non annoiarsi troppo.

mi sono girata sulla sedia a sdraio pensando a dover vestirmi per andare via, perche’ anch’io mi stavo annoiando per il non riuscire a trovare la posizione del collo che continuava ad assillarmi.
una balena, aveva spostato la sedia e faceva ombra su meta’ della mia sdraio.
qualche secondo per controllarmi perche’ la mia triestinita’ stava esplodendo (della serie fazo-longhi) ed ho spostato la sdraio.
”Scusi signore, lei non puo’ entrare.” la bagnina seduta alla sua postazione, ha richiamato il malcapitato che voleva invadere il territorio a lui consentito.
”Sto cercando mia madre che e’ venuta al bagno.” come se fosse una scusa sufficiente.
”Lei non puo’ entrare.” gli ha ribadito la bagnina.
”…ma mia mamma e’ qua.” ha risposto il bambocciove over30.
”Lei non puo’ entrare se non ha meso di dodici anni. Queste sono le regole. Se vuole va dall’altra parte del muro.”
”…ma io venivo qua insieme anche a mio fratello.” pensando di potere sovvertire le regole.
”Credo sia un bel po’ di anni fa, perche’ non credo che abbia dodici anni!”
nel mezzo ci sono state anche altre battute sul chi ha deciso le regole, mentre con una delle signore vicine a me, non sapevamo piu’ che facce fare. non era la balena che immobile sulla sedia teneva la sua postazione.
poco convinto il bamboccione si e’ dovuto ritirare.
”Voleva fare il bagno con la mamma!” ho sottolineato raccogliendo asciugamano e borsa ”non avevo mai pensato che al Pedocin potessero venire anche le mamme che vogliono scappare dai figli!”
risata generale poco consolatoria.

delle due una: o non create bamboccioni o sappiate che sarete costrette a chiedere rifugio in zona-franca-de-omini al Pedocin dove le Barbie stonano.
era la giornata del parlare italiano, oltre ad austriaco, sloveno e serbo, poco triestino… o molto triestino.

postato su facebook il 10 qgosto 2016

(elisa)Betta Porro

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