I Blog d'autore

  • preghiera all’Universo.

    anche con il trillo del diavolo di Giuseppe Tartini. lo ammetto, avevo gia’ sentito suonare Natalia Morozova, in un altro concerto per CASA C A V E Contemporary Art VisoglianoVižovlje Europe e ne ero rimasta colpita. il duo Morozova (pianoforte)-Nadezda (violino) e’ stato all’altezza delle aspettative piu’ rosee. non solo colpita, affondata. l’acustica di San Giovanni in Tuba di Duino e’ stata complice perfetta di trilli, scherzi e sonate...

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  • botteghe corfiote.

    che bello poter dare degli asini anche agli ebrei triestini! quando mai mi ricapitera’? anche la mia mistificazione degli ebrei come i detentori massimi della cultura sono riuscita a farla fuori. enno’, non regge il discorso sulla cattiva comunicazione, ma piuttosto quello delle scatole cinesi delle comunita’ che, non riescendo a mobilitare i propri, dovrebbero fare piu’ sforzi a guardare nel cassetto di qualche vicino e lanciare qualche volantino...

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  • sorellanza.

    …e c’e’ ancora chi pensa di essere dalla parte della ragione. la ragione a Trst si da’ agli asini (credo di averlo gia’ scritto altre volte, ma mi piace ripeterlo e sottolinearlo), ossia ai ‘muss’. le sirene dell’est suonano per allertare contro il canto di quelle dell’ovest. le proprie storie nazionali o personali (che sono la stessa cosa) inducono al giudizio sugli altri che sta nel proprio ombelico. anche...

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  • genetliaco e festeggiamenti.

    nell’inutilita’ della parola nel contingente solo qualche considerazione e’ trapelata nella marea del nonsenso che affoga ogni intento di definizione. ci sono stati, pero’, questi ultimi giorni di gennaio, che prepotenti reclamano qualche nota da appuntare nel panorama triestino grazie al Trieste Film Festival – Alpe Adria Cinema. evitata la calca della fila e goduto Trieste, Yugoslavia in sala stampa, la mia disposizione benevola era gia’ a buon punto....

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  • barbona intellettuale.

    mio malgrado, non il barbona, ma l’intellettuale che mi ritrovo appiccicato. non e’ romantico come bandito punk, ma me lo tengo come il ”ti voglio bene” a cui ho dato risposta con una stupidaggine. la giovane donna non pretendava nulla in cambio e non sono abituata piu’ a riceverlo, soprattutto quando e’ inaspettato. forse non lo sono stata mai. un regalo, un abbraccio. e’ del barbona che mi abbellisco....

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  • la parola ci ha corrotto.

    chi sono io per pretendere attenzione? un radicale libero nell’ovvieta’. tanti pensieri persi nella catastrofe dell’umano. dimessa nel/dal contingente usurpatore. non ci sono motivi all’esistere se non il conforto del riconoscersi nell’accadere. troppo facile la critica nel/del giudizio e gli appigli a cui aggrapparsi sono cosi’ precari da rendere incerto ogni procedere. positivismo bianco del miglior offerente. e’ piacevole l’incertezza nell’assaporare l’equilibrio instabile del filo sottile su cui volteggiare...

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  • se fossi stata una mia allieva ti avrei massacrato.

    non perche’ sono una brava insegnante (mai voluto esserlo!), ma perche’ le mie allieve riescono ancora a dire qualcosa con tutto quello che le ho fustigate! mi sono trattenuta con le sirenocchie su cui mi sono imbattuta, un po’ per ipocrisia provinciale, un po’ perche’ non ero direttamente interessata, ma la mancanza di capacita’ (neanche il saper camminare) ed il pretendere di concentrarsi-per-interpretare, mi fa imbestialire. sarebbe troppo facile...

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  • non sono bastati gli OHM.

    per levitare! avrei voluto sollevarmi in barba alla gravita’ per scarabocchiare stizzita, cancellare e mandare all’aria i pupazzi che invadevano l’altare. avrei usato i colori delle vetrate della chiesa anglicana per meglio mimetizzare gli sgorbi. e’ uno di quei casi in cui il fatidio e l’incredulita’ della pochezza non ha avuto la meglio sulla curiosita’ di dove sarebbe potuta arrivare la sfacciataggine di mettersi in scena. mi hanno aiutato...

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  • infierire

    fiera! sarebbe troppo facile farlo con le dita molli, le stonature, il non andare a tempo o le sbavature dell’archetto sulle corde, ma posso prendermela solo con me stessa e la mia stizza. la stizza di non essere rimasta a vedere la performance di AkaB per potere incontrare le persone a cui riferisco il mio affetto. mi resta oscuro come la grande-dame del clavicembalo, quella che riesce ad imprigionare...

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  • …e che balkan sia!

      nel disintegrare la presunzione resta il machismo e le lacrime dell’anima. almeno e’ chiaro. non e’ ipocrita. nella rivoluzione della patata la risata crassa. nel rosso e nero il cuneo del costruttivismo riporta alla risata facile, ma il significato resta: spezzare i bianchi. Lynnch graffia, ma e’ composto solo di mattonelle che avrei voluto collezionare. nessun cuneo rosso. rivoluzione addomesticata che diventa segno ammiccante, ma la storia si...

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  • impossibile.

    impossibile. non essere risucchiati da Invasioni Digitali all’ Atelier Home Gallery dove e’ allestita la mostra dell’artista statunitense Amy Elizabeth Harper, ”This is not digital art.” le contraddizioni mi affascinano. le antitesi conducono ad una tesi. se lo scontro non e’ frontale il contrasto convive. su di una grande tela delle uova disegnate a grandezza di impronta digitale coprono la parete definendo il ritmo della serialita’ che reclama la...

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  • il tappeto di Penelope.

    come non riuscire a tagliare la tela ed il filo della condizione femmiile che soffoca col rammendo dell’esistenza piena di stracci, strappi e toppe. toppare nella diligenza e nell’educazione alla disciplina e restare in attesa di Ulisse. La Biennale al femminile non e’ scandalo, solo ritardo. e’ successo che, dopo aver colmato un po’ la mia crassa ignoranza con la conoscenza della Bratescu, nel padiglione della Romania, che, negli...

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  • Il passaporto di uno stato che non c’e’.

    con in mano il passaporto di NSK State, la mia biennale sarebbe potuta finire senza iniziare. c’era, pero’, ancora Zliziek-con-strescize da andare ad ascoltare. avevo letto, da qualche parte, sui profili legati a NSK ed Irwin, che, il martedi’ prima dei giorni della stampa, ci sarebbe stato un brunch a ca’ Tron, sede di NSK State Pavilion – 57th Venice Biennale. cosi’ non era. …ma io mi sono ritrovata...

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  • Francia e Germania nell’Olimpo.

    come sempre. sulla cima della collinetta dei Giardini si ergono i loro padiglioni, uno di fronte all’altro, anche interscambiabili. in mezzo, centrale, c’e’ quello dell’Inghilterra che domina. non piu’. nel peregrinare, peregrina, con la batteria dell’i-phone carica, devo visitare le cattedrali, perche’ la Germania si e’ portata a casa il leone d’oro. l’avrei fatto comunque, perche’ nel padiglione nazista, avvengono cose che gli umani stentano a credere. gia’ la...

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  • errare nell’errore.

    …e poi succede che nell’errare nell’errore riesci a correggere le storture del politicamente corretto. non puo’ avvenire se non all’ospedale psichiatrico. l’edificio e’ quello di LA LIBERTA’ E’ RIVOLUZIONARIA, ma la porta e’ sul retro. la scritta non si vede, ma c’e’. ci si e’ appoggiato sopra ANSAHMAN – Illimitato, senza confini, infinito… la causa e’ stata Anna del mio essere presente/assente. gli sforzi sono quelli di Riccardo e...

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  • lo zighini’ col cavolo.

    sta come i cavoli a merenda ed invece era per la cena. speravo che, nel contenitore non ben identificato, raccolto da una delle stratificazioni del freezer, ci fosse una qualche verdura da mettere vicino al cavolo ed al riso che giacevano nel frigorifero. sarebbero potuti essere carciofi o radicchio di Treviso, invece era una cacchetta di zighini’ rimasta da un qualsiasi festeggiamento dimenticato. deglutito per riempire lo stomaco, quello...

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  • ri-Laibach.

    ero molto curiosa di rivedere il concerto, dopo un paio di mesi dall’aver goduto del precedente e dopo la loro esibizione in Korea del Nord, primo gruppo occidentale ad esibirsi nel paese ancora sotto dittatura socialista novecentesca. in piu’ la variabile del teatro sloveno, forse il piu’ bel teatro di Trieste e chicca-dominio della comunita’ slovena, avrebbe portato valore aggiunto. la curiosita’ era anche per il tipo di gente...

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  • Milano da narghile’ e Trieste da aperitivo.

    …e dopo la Blade Runner milanese, essere catapultata nell’ottocento triestino da dare in pasto ai turisti bulimici e’ devastante. sono stata sempre bene a Milano (a parte la parentesi destroide morattiana in cui gli spacciatori africani avevano la meglio) e, con stupore disincantato, me ne rallegro. appena dodici ore trascorse nella capitale del lombardo-veneto per riessere riassorbita nel suo accadere la provincialita’ italiana non e’ mai riuscita a prevalere,...

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  • il femminile emancipato degli uomini triestini.

    e’ la scontrosa grazia. e’ il fastidio per la morale religiosa di turno. e’ il ‘no se pol’ ad un fare imposto da logiche che non appartengono. e’ la nostalgia alla vita che non e’ più’ ora, ma e’ ancora. e’ l’incanto in un luogo che e’ sufficiente per esistere. e’ il lamento del figlio verso la madre che lo ha abbandonato. e’ il retaggio di una madre austera...

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  • nessun Ugo degno di nota.

    la porta dell’ascensore quasi bollente, mentre qualche minuto prima il borino aveva aperto tutti gli automatici della gonna del vestito dell’amica di tua madre. i veneziani erano partiti aspirando all’incontro con qualche negra mentre tu avevi cercato di deviare il discorso sul tantra. chi ti aveva chiesto se eri single ti accomunava nell’acquario a sua sorella, mentre l’irrisolto era chiaramente tangibile. venticello benefico a confondere ogni equilibrio precario. ogni...

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  • IO STO CON LAURA

    finalmente sessismo, patriarcato e misogenia sdoganati a spese di donne non accomodanti l’immaginario maschile. alcuni anni fa mi sembrava di essere la sola ad osare tali bestemmie. me ne sono accorta quando mi sono ritrovata rottamata da quella che era la mia vita e, senza piu’ un ruolo accomodante, pretendevo di esistere. altrocche’ soffitto di cristallo! nonostante i diplomi nel cassetto e le expertise acquisite (cosi’ si dice quando...

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  • Barbie e bamboccioni.

    ”Io mi innervosisco sempre quando sono al mare!…Non so perche’, ma sono sempre nervosa!…essi’…” c’era qualcosa che non combaciava tra frasi e tono di voce. ho alzato lo sguardo dalla sedia a sdraio e mi sono ritrovata davanti ad uno scriciolo con i capelli neri corti che, dall’alto dei suoi forse sei anni, scimmiottava perfettamente quello che era stata costretta a subire. vicino a lei, una ragazzina bionda, piu’...

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  • est. se non gia’ Oriente.

    sono trascorsi otto giorni di cura con gastroprotettori rincoglionenti, da quando, il venerdi’ della scorsa settimana, mi sono seduta in piazza Vittorio Veneto a prendere un po’ di respiro, tra una colica e l’altra, ritardando la visita al pronto soccorso. c’e’ un posto in cui mi piace sedermi quando attraverso la piazza davanti alla posta centrale, una specie di seduta-trono di pietra che delimita la fascia centrale del disegno...

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  • il canto delle sirene.

    e’ quello del cigno che spesso e’ solo un gabbiano che ruba i panini dalle mani dei turisti. da ieri sera non c’e’ piu’ quel luogo in cui ci si ritrovava tra sirene ed avventori di passaggio per vivere nel ‘Mermaid’s Song’ di LiberArti. forse e’ un bene. la causa di tutto e’ stato il capitolo undicesimo dell’Ulisse di Joice che il Bloomsday ha voluto concedere. due parole d’ordine:...

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  • acqua fresca.

    se la musica jazz-fusion mi va giu’ come fosse acqua fresca, credo che il mio cognitivo abbia avuto complicazioni. quando poi mi ritrovo con Imma, mia madre, seduta accanto ad ascoltare il concerto ed i suoi ‘bravi! bravi!’ ne sottolineano tutta la durata, capisci che non e’ solo colpa tua. da una decina di anni ho imparato a seguire TriesteLovesJazz Festival e quello che ha proposto, spesso senza conoscere...

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  • piccionaia

    enno’, non menatemela con il meccanografico (altra perfetta rispondenza provinciale, altrocche’ capitale europea!). assolutamente contraria allo sgombero di quei due improbabili di Occupy Trieste (se non si e’ in grado di gestire un edificio occupato neanche capoluogo di regione si puo’ rimanere), ancora piu’ indispettita nelle spettrali opere non concluse di un progetto nel delirio del polifunzionale da architetto, in qualche modo mirabile (della serie da tenere a portata...

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  • ninna nanna.

    mi ero ripromessa di ascoltare la registrazione dello streaming della conferenza ‘Urban Age – Shaping Cities’ tenuta alla Biennale di architettura di Venezia, avendo presenziato alla prima giornata di lavori e non essendo potuta/voluta andare alla seconda. tra le due giornate Nizza. principalmente indispettita che la LSE Cities non aveva organizzato neanche un caffe’ per i partecipanti che non fossero tra i delegati a parlare al tavolo dei conferenzieri....

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  • mopane worms.

    sorseggiando il forse-metodo-classico portato dal Sud Africa per l’inaugurazione della loro esposizione, li ho avvisati che avrei fatto uno scandalo. pffrivano prodotti tipici di carne, ma io ho chiesto mopane-worms. ”I don’t eat mopane-worms!” scandalizzata mi risponde la bianca-sudafricana-con-il-solito-taglio-dell’inglese-demode’. …ed e’ proprio questo il vostro problema: mopane-worm e tagli-demode’. quando la coppia di curatori pretoriani, bianchi, non gli stessi dei vermi, si rivolgevano a me per sottolineare il mio...

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  • il fronte tedesco

    il terzo giorno di biennale architettura ai Giardini con tutto il carico di esaltazione persistente ad infastidire piedi e giunture. Boeri (non so chi sia il fratello piu’ famoso) mentre si accingeva ad entrare con me, e’ stato rimandato indietro perche’ senza codice a barre: senza codice a barre non si entra in biennale. tutti ad ascoltare le premiazioni trasmesse sul megaschermo all’entrata. mi sono attardata un po’ per...

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  • l’ennesima occasione persa.

    per stare zitta. e’ da ieri notte che mi porto dietro il fastidio insieme al piacere della camminata notturna con Anna e Tonia. ci sono momenti che e’ inutile parlare dove l’inutile e’ nell’argomento. il week-end e’ finito davanti ad un pezzo di pizza al taglio e l’argomentare con le compari di scorribanda notturna. l’avevamo iniziato con il panino di prosciutto cotto annegato nel kren ed il concerto della...

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  • luci al neon.

    spero di ritrovare i pensieri del primo ascolto. scrivo per dar loro forma. per inseguire i post-scarafaggi del compleanno il regalo me lo sono dovuta fare ascoltandolo il giorno dopo e le luci al neon si sono accese di colori metallici. e’ stato amore al primo ascolto con Fracture ed ero sicurissima che AnVi non mi avrebbe deluso. ero solo trepidante. un industrial sotterraneo accoglie nel primo pezzo. rivoli...

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  • e’ morto un uomo.

      visionario, geniale, camaleontico, intelligente, talentuoso, androgino, con moglie somala, ma dandy. umano nel bene e nel male. e’ morto un uomo solo, ma la sua morte vale piu’ di migliaia di altre morti meno importanti. perche’? perche’ era il Duca Bianco? la corsa al catturare tutte le impressioni su come David Bowie ha cambiato la vita di ognuno (vedi The Indipendent) e’ l’apoteosi dell’individualismo (d’altronde anche i Tin...

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  • in ritardo con il tempo

    …ma puntuale con la vita. sono ancora in tempo perche’ la processione che e’ appena all’inizio del molo. il cadenzare del ritmo suonato dalla banda mi arriva ai piedi mischiandosi con l’inutile rumore delle macchine. chissa’ se riusciro’ a vedere qualcosa. impasto di canti sacri e corpi rituali scorrono sulla lingua di pietre che penetra il mare. vengo immersa nel rito della citta’ che si schiera sul bagnasciuga. tanti...

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  • caffe’ tra single.

    una salubre passeggiata sul molo Audace era inevitabile per un saluto al tramonto ed al sole clandestino, in una giornata che ricordava ancora le sferzate della bora ed i meno dodici gradi subiti. il Padre Eterno distribuiva, per qualche minuto, brivido e letizia. l’incontro con lingue diverse portava a pensare ai turisti che si trovavano di fronte ad una citta’ che doveva smaltire ancora la sbornia della notte precedente...

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  • parola d’ordine.

    Teinted Love. …e si ballava ovunque si fosse. per me e’ ancora cosi’ e io ballo ancora. pensavo che sarei ritornata a casa senza avere sgambettato, ma non e’ stato cosi’. il blogino mi ha regalato l’insperato scatenamento. sono uscita di casa dopo il brindisi con me stessa, accompagnato dall’immancabile fois-gras e salmone, verso le due di notte. c’erano alcuni appuntamenti a cui non volevo mancare: Jar, Giardino Tergesteo...

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  • un fazzoletto di terra.

    quello che racchiude(va) il mio benessere. e’ marginale rispetto al centro della gentrificazione, ma ha racchiuso, fino ad oggi, valori aggiunti alla fruizione della triestinita’. dopodomani non sara’ piu’ cosi’. hanno un muro in comune: El Pedocin, il bagno famoso con il muro tra donne ed uomini, da una parte di un altro muro in comune ad Etnoblog, il magazzino di cultura ‘giovanile’ (sbaglia chi lo ritiene un locale)....

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  • svendita natalizia.

    (un solo post per piu’ elecubrazioni.) avrei voluto scrivere per potermi ricordare. troppo si e’ ammassato in corpo insieme agli antibiotici. lo sforzo e’ stato consistente e la mente non ha voluto dirigere le dita sui tasti della tastiera: meglio l’intorpidimento di scorrere i post di fb per mantenere l’allenamento del surfing alla cazzo (dovendosi sempre prostrare all’algoritmo!). troppe performance svendute nel tentativo di esistere. la mia illusione di...

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  • non sono una donna, sono un bandito.

    non sei una donna, sei un bandito (cit.). sono un bandito punk. chiodo Moschino originale ’80, dr.Martens, gonne nere a strati e sottogonne di tulle sempre ’80, piccola borsetta di camoscio consumato ’60, un ombrello nero, scialli annodati fra loro per lo strascico, un sacco nero per le immondizie, una borsa di carta con scritto SHOP ONLINE. fuga di testi e di corpi, al tramonto, in piazza della Borsa...

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  • prodotti scaduti.

    Imma, mia madre: ”E’ inutile stare dietro alle cose avariate.” e’ stata la sua constatazione mentre uscivamo dall’ospedale dove aveva fatto l’incontro con la bella psicologa napoletana (basta che la veda e mia madre e’ felice!) dove ha dovuto mettersi a confronto con le sue capacita’ cognitive. mio padre Carlo ed io, incuriositi, le abbiamo chiesto all’unisono: ”Quali sarebbere queste cose avariate?” ”Quelle come me!” l’ho riempita di baci...

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  • ci sono cavoli e cavoli.

    Imma, mia madre: ”Che cavolo vuoi?…non ho cavoli. Li ho eliminati e fatti fuori affinche’ nessuno potesse chiedermi: che cavolo hai?” penso a quello che, a Syngapore o altro luogo dell’est asiatico, si porta a passeggio il cavolo su rotelle al posto del cagnolino. c’e’ anche Omero, il barbone di Davide Toffolo, che sorride beffardo sulla cima della montagna, tra le nuvole grige ed imita Giove. c’e’ anche Kurent...

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  • corpo di serie B.

      e’ nell’oggettivazione del corpo e nel suo subliminare che c’e’ tutta la decadenza ed il fallimento dell’occidente. l’umanesimo che ha voluto rappresentare l’uomo nella sua potenza divina e’ la negazione del corpo che vive costretto alle rappresentazioni che hanno deciso i canoni dell’estetica. ogni tentativo di rappresentazione e’ la negazione di cio’ che e’ la potenza della macchina che e’ in nostro possesso per confrontarla con cio’ che...

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  • A LA FRONTIERE.

    (che sollievo da quando la crusca francese mi permette di scrivere senza accenti!) devo ammettere che stavo per piangere (anche per il regalo della crusca). quando le immagini dei solchi della terra erano il segno riproposto dall’artista nei quadri ripresi dalla telecamera e l’ho ritrovato negli spazi che dividevano i rettangoli dei neon nell’installazione site-specific alla Galleria Tommaseo, i rubinetti delle lacrime volevano aprirsi. si e’ aperta, invece, la...

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  • la finestra sul cortile.

      oh, mammammia, una citazione! forse perche’ a quei tempi, o giu’ di li’, risale la mia frequentazione delle sale cinematografiche, prima che mi prendesse l’allergia al prodotto hollywoodiano ed alle file ordinate di sedie per soldatini-spettatori e l’arroganza di chi pretende di salire sul…piedistallo. e’ la modificazione comportamentale che mi incuriosisce. questa vita e le relazioni parallele che faccialibro innesca. le estreme possibilita’ dell’informazione /disinformazione. c’era un detto...

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  • l’energia dei luoghi.

      con sufficiente carburante in corpo posso disquisire o…sproloquiare. c’era solo qualche anima eletta in quel di Aurisina. musica per le mie orecchie nella presentazione dello specchio lineare del fisico Hans Grassmann. e’ guerra quella che noi facciamo nel non pensare ed attivarci a sufficienza come comunita’ contro il gas di Putin od il petrolio del Saudi Arabia? si’ e’ la mia risposta. e’ necessario riportare le scoperte della...

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  • figura barbi(e)na.

      (istruzioni per leggere: dotarsi di alkaselzer!) liberamente tratto dalla Lectio Magistralis ”Il toccare della grazia” di… al convegno di filosofia ”Charis Kairos – La grazia e l’occasione”. dai miei appunti: -l’anima e’ in attesa del suo essere toccata per potere sentire la grazia. -la nostra cultura porta alla morta piuttosto che alla vita. -nessun animale senza il tatto puo’ sopravvivere (Aristotele). -riscoprire la carne attraverso il toccarsi come...

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  • armatura digitale.

      l’algoritmo di faccia-libro e ”su mare grega” dovra’ spiegarmi come mi sono ritrovata un post di Luca Zaia sul mio ”wall”! avevo urlato gia’ ad uno dei suoi scagnozzi mentre stavano abindolando i produttori del Carso con la fregatura del prosecco. i produttori del Carso stanno ancora aspettando le talee del vitigno, mentre il prosecco si e’ fatta tutta la pubblicita’ approfittando del ”friulano” (il nome propinato al...

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  • Cobusier , chi?

      e’ ufficiale: ‘eros e seduzione’ e’ rimasto agli Alinari (se non altro nell’immaginario delle forme dei corpi di donne non ritoccati con photoshop). poche le eccezioni presentate a Trieste nella maratona della fotonotte de La Casa dell’Arte: – lo spazio di MetroKubo, perfetta location per entrare nell’alveo uterino dove Sherecode ha proposto coltello e forchetta nello slip di pizzo turchese indossato in un pezzo di corpo; – l’allestimento...

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  • Frankenstein.

      mentre facevo pipi’ a casa della sorella maggiore, si e’ disegnato chiaro il pensiero. erano i primi anni ottanta, quando di ritorno dal viaggio negli Stati Uniti, nell’ultima coincidenza presa per ritornare in Italia, mi ero, finalmente, liberata degli occhi su cui era stampato il segno dei dollari come in quelli di Paperon de’ Paperoni. sempre nel prendere una coincidenza, di ritorno dal viaggio in Messico, a Francoforte,...

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  • sfrontata umilta’.

      e’ nel nome di chi si fa chiamare IOSONOUNCANE. non so se e’ per immedesimazione o per scongiurare/auspicare il pericolo di chi potrebbe dirgli: ”Sei un cane!” per alcuni lo e’ stato. non per me. piacevole prodotto italiano. il tentativo di unire una melodia sardo-rock nella voce alla pura elettronica riesce a sconquassare certezze. anche se il suono potrebbe risultare campionamento toucourt e’ nel cambio del ritmo che...

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  • MUFFE.

      banalmente geniale il film di Guillermo Giampietro nell’offrire la visione di corpi invasi da muffe. perfetta Trieste con le sue molte muffe di tanti colori. gli spettatori, sufficientemente giovani, rispetto al dilagare di pensionati ammuffiti che dilagano e straripano ognidove, sono il pubblico che TriesteScienceFilmFestival riesce a racimolare, per giorni di seguito, stipando le platee di due teatri triestini. la citta’ e’ distratta, come sempre. subito dopo la...

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