botteghe corfiote.

che bello poter dare degli asini anche agli ebrei triestini!
quando mai mi ricapitera’?
anche la mia mistificazione degli ebrei come i detentori massimi della cultura sono riuscita a farla fuori.
enno’, non regge il discorso sulla cattiva comunicazione, ma piuttosto quello delle scatole cinesi delle comunita’ che, non riescendo a mobilitare i propri, dovrebbero fare piu’ sforzi a guardare nel cassetto di qualche vicino e lanciare qualche volantino in piu’.
io ho goduto sia alla presentazione di Filmnero al Knulp che alla insperata mia seconda volta nell’assistere a YE SHANGHAI.
tralascio i vari elettricisti pop-tecno-funky-beat, che, evidentemente, erano impegnati a sistemare le lucette dell’albero di natale, perche’ mi hanno abituato alla loro ignoranza ed autoreferenzialita’, ma che a forza di friggere i cibi per l’hannukah, i corfioti si stanno friggendo loro stessi (che macabro ed irrispettoso paragone!)
finalmente si sono decisi di portare a Trieste la storia ,presentata magistralmente con un film e la musica live di Roberto Paci Dalò, del ghetto degli ebrei di Shanghai, quelli che erano salpati con le navi da Trieste, dopo venti giorni di navigazione, sbarcavano nel porto cinese, parte del quale occupato dai Giapponesi, dove non era richiesto alcun visa ed uno dei pochi posti dove i profughi potevano riparare.
gli ebrei non li voleva nessuno
cosi’ di urgente contemporaneita’ che ogni singolo mattone verticale della Casa della Musica di Trieste avrebbe dovuto avere una ventosa a cui appendersi per potere assistere al concerto di RPD (che ha appena registrato un concerto che verra’ trasmesso alla radio austriaca a meta’ gennaio!), perche’ avrebbe dovuto pullulare di elettronici o supponenti tali.
non posso descrivere adeguatamente il film con le immagini, sempre montate dall’eclettico, girate da degli operatori inglesi e trovate da lui medesimo in degli archivi di Londra.
operazione post-storica e di mixaggio, con una metodologia ben definita e di solida lettura nell’incastro di linguaggi, segni e significati.
teatrante consumato e musicante di rarefatta capacita’.
il ritmo della costruzione sonora notevole, gli ammiccammenti dosati e centrati, un esodo continuo con un richiamo al passo del Bolero di Ravel, nel finale, ad assecondare i passi pesanti del piedi sul suolo straniero, senza meta, fermi sullo stesso posto, ma in cammino.
il suo lavoro negli spazi pubblici porta con se’ il valore aggiunto di un prodotto che si adatta anche ad una piccola sala.
avevo gia’ visto YE SHANGHAI a Lecce, alle manifatture Knos, una fabbrica tessile in disuso, uno spazio enorme dove erano rimasti ancora dei vecchi macchinari, suggestivo nella sua assenza industriale, dove avevo incontrato per la prima volta l’ascolto in surround che mi aveva squarciato il cervello, mentre mi muovevo da una cassa all’altra nell’esplorazione del suono incredula di cio’ che stava avvenendo, con le immagini quasi a sottotitolo del suono.
ero timorosa di vederlo di nuovo in una sala circostritta, costretta a restare seduta e con solo due casse a trasmettere il suono. e’ stato come vedere un altro prodotto, ugualmente valido e coinvolgente.
anche se le immagini cercavano di prendere tutta l’attenzione, il suono riusciva a non essere solo colonna sonora ed era un continuo dialogo. anche il cappello ed i sax di RDP emergevano presenti.
anche la chiaccherata su Filmnero riemergeva.
creare prodotti per l’incontro.
maniacalita’ artigianale per il risultato.
i suoni delle piazze di Napoli a destabilizzare la percezione di qualche altra piazza nel mondo.
la ricerca radiofonica.
la cattiveria di Leopardi.
l’Italia fascista prima, durante e dopo.
trans ed estasi.

cari corfioti, lasciatemelo scrivere, anche voi riuscite ad essere asini!
alle 21 di sera, le vostre botteghe sono chiuse, ma un po’ carente e’ la vostra curiosita’ e me ne dispiaccio.
gli eletti, ieri sera, erano pochi, ma tra di loro sono riuscita ad intrufolarmi e quando sfoglierete le pagine di Filmnero vi renderete conto di cosa avete trascurato.

 

postato su facebook il 21 dicembre 2016

(elisa)Betta Porro