il tempo che ci meritiamo.

e’ il tempo che ci meritiamo.

e’ inutile gridare allo scandalo. e’ iposcrisia.
e’ stato il battere il piatto sul tavolo di un amico fraterno, parte di me, che mi ha scrolato di dosso il fastidio che provocavo.
e’ sempre lo stesso fastidio al perbenismo che mi ritrovo addosso.
non e’ cercare le colpe, ma prendersi la responsabilita’ di cose che non abbiamo fatto, ma di cui siamo i beneficiari.
i droni americani bombardano la Siria, in nome di una civilta decrepita e vampira e giudichiamo col definire terrorismo chi ferisce a morte la nostra liberta’ di pensiero.
e’ sempre coi martiri che ce ne accorgiamo?
e’ solo quando possiamo trovare un colpevole che, finalmente, possiamo liberarci della nostra responsabilita’ attribuendala ad un dio diverso da quello che definisce la nostra appartenenza di esseri superiori?
in una civilta’ occidentale tutta riversa a mantenere i privilegi dei vecchi e della rendita di posizione che determina le nostre vite, non capiamo che non e’ solo la liberta’ di pensiero che e’ in gioco, ma la liberta’ di essere individui.

quando Lucia Annunziata cerca di spostare l’argomentare sulla critica che dobbiamo rivolgere a noi stessi e chiederci dove il nostro sistema ha fallito, Enrico Mentana, fra i piu’ corretti conduttori di talk politici televisivi, svia il discorso mandando le signore a rifarsi il trucco e ad aggiustarsi i capelli.
non mi trucco piu’ ed i miei capelli sono volutamente grigi per non corrispondere ai canoni estetici di una societa’ fallimentare, punto il dito su quelle periferie in cui l’ideale di qualsivoglia religione ha maggiore sex-appeal di qualsiasi logica di sfruttamento che il capitale propone.
qual’e’ il riscatto che offriamo ai giovani annoiati, sbandati e gia’ vecchi prima di invecchiare, musulmani o crisitani che siano?
mantenere i privilegi che hanno conquistato i padri alle spese di un mondo che vogliamo costruire ad immagine e somiglianza del nostro Dio (o dei a seconda se ci vogliamo mettere anche il denaro!) ci da il diritto di definire terrorismo cio’ che viene fatto in nome di un altro dio?
e’ inevitabile nella logica della supremazia.
ci rimette la vita chi vive la liberta’ del proprio pensiero come fondamentale alla propria sopravvivenza. e’ bersaglio facile, ovvio, dato per scontato.
io prendo la responsabilita’ di non essere stata in grado di impegnarmi, sufficientemente, a creare una visione di mondo piu’ interessante di quella che porta il nome di un dio che ha bisogno di emularsi per riscattare la propria nullita’.

da una sorella asmarina, che vive oltre oceano nella terra delle liberta’. ho ricevuto il conforto a questo mio pensare scorretto, allergico all’ipocrisia:
”Che cosa abbiamo fatto noi?”

 

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se le foto sono poco definite per la vostra perfezione, basta che guardiate meglio.
scritto su fb in data da ritrovare.
(elisa)Betta Porro