IO STO CON LAURA

finalmente sessismo, patriarcato e misogenia sdoganati a spese di donne non accomodanti l’immaginario maschile.
alcuni anni fa mi sembrava di essere la sola ad osare tali bestemmie.
me ne sono accorta quando mi sono ritrovata rottamata da quella che era la mia vita e, senza piu’ un ruolo accomodante, pretendevo di esistere.
altrocche’ soffitto di cristallo!
nonostante i diplomi nel cassetto e le expertise acquisite (cosi’ si dice quando uno sa fare un po’ di tutto e non centra con niente), il bel macigno del capitale patriarcale mi schiacciava nelle statistiche dei senza potere contrattuale: a cinquant’anni, donna, se non ti sei adeguata agli stilemi della produzione/controllo del capitale, puoi solo ritrovarti a fare la badante.
sempre meglio di essere stata venduta come sposa bambina.
fortunata di appartenere ad una classe sempre meno alta, vivo dell’accumulo perpetrato dalla generazione dei miei genitori e non me ne lamento.
d’altronde mi sono ritrovata, con sommo piacere, a vivere in una citta’ in cui ci si puo’ giocare tra impiegati di assicurazioni, produttori di caffe’ e ristoratori da strapazzo.
troppo vecchia e pensante per fare la cameriera.
troppo punk per fare la personal shopper.
troppo urbana per fare l’urbanista.
neanche degna di sedere al tavolo con i giovani rampanti dell’architettite ed annessi.
le relazioni privilegiate con un mondo di musicanti, artisti, sommelier e produttori di vino mi hanno permesso di esistere e riprendermi la prepotenza di un corpo per troppo tempo mortificato da abiti neri.
ho vestiti di mille colori per urlare sfacciata la mia esistenza.
eppure il mio desiderio profondo e’ quello dell’ombra: il corpo a terra e l’ombra eretta a stagliare le silhouette tra cielo e mare.
niente terra.

questa autoreferenzialita’ di racconto (se poi di racconto si tratta) non e’ di mio gradimento, ma e’ un preambolo, come quelli sessuali che non portano a nulla, perche’ VOGLIO supportare chi e’ bersaglio della misogenia.
e’ tutto nella coda del capitalismo patriarcale morente che ha ancora facile gioco di donne e bambini.
anche il socialismo di ritorno mi puzza di escamotage.
il trumpismo e’ scritto su ogni pelle bianca.
…e si pensa alle piste ciclabili per i turisti…bianchi.
se c’e’ un tema ne sono andata fuori.
se e’ contaminazione di flussi di co(no)sc(i)enza non oso l’ardire.
e’ terapia per la sopravvivenza.

nessuna velleita’ di scrittura mi ha mai sfiorato (ricordo sempre il sei stiracchiato in italiano scritto!), ma e’ il danno irreversibile portato al cervello nell’essere costretti da bambini ad imparare una lingua: non si puo’ tornare indietro, ma solo continuare ad aggravare la lesione imparando altre lingue.
nonostante la mia allergia alle icone, mi ritrovo a pensare che il giorno in cui le icone saranno l’unico linguaggio di scambio tra gli umani, se la specie sara’ sopravvissuta, il mondo sara’ piu’ equo, il pensare sara’ altro e le unita’ di misura le stesse.
non essendo dato a me conoscerlo, l’unica possibilita’ del punk con cui convengo, e’ scardinare le logiche e cercare sempre le strategie oblique, con qualche urlo nel mezzo.
di obliquo e sinistro lancerei anche un urlo malefico alla volgarita’ imperversante dei parlamentari ‘tagliani’ che non conoscono altra politica che quella del celodurismo, che potrebbero fare un bel pic-nic con i colleghi belgi, ungheresi, polacchi, slovacchi e bulgari. maiale per tutti!

IO NON CI STO.
IO STO CON LAURA.
(…anche se mi sa tanto di ‘Je suis Charlie’)
evviva Basaglia!

postato su facebook il 7 agpsto 2016

(elisa)Betta Porro

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