la musica e’ memoria.

senza la memoria la pressione ricevuta sul timpano non potrebbe funzionare, se non nello sviluppo del tempo come continuo richiamano a cio’ che e’ stato suonato.
la memoria scava nei linguaggi acquisiti e lI richiama per riportarci a galla il vissuto.
nella musica, nel suono, riconosciamo il nostro presente in quanto passato.
non c’e’ il drum, ma e’ solo bass nel concerto di Wunderkammer Trieste nella chiesa luterana di Trieste.
Monteverdi avvolge lo spirito gia’ predisposto dal luogo sacro.
la voce del basso e’ gia’ nello stomaco.
segue la carezza come foglia di palma sul viso, un po’ pungente, ma sinuosa del soprano e del contraltista.
lo stomaco riposa.
il contraltista da’ il meglio di se’ tra starnuti, fazzoletto bianco e gorgheggi di chi e’ avezzo a stare con le cortigiane. le dissonanze del cembalo lo infastidiscono mentre a me rallegrano.
il suo posto, nonostante la bravura, non e’, certamente l’altare, ma il salottino privato nell’anticamera da letto.
vezzoso e godibile.
la recitazione della presentazione dei pezzi e’ poco accattivante.

la NuN, il serpente marino (e’ la traduzione dall’aramaico), invoca l’abisso.
e’ bellezza di noise sound in commistione con il bel canto.
lo stomaco sfrofonda nel mare e l’acqua inonda e sommerge la chiesa: anche Dio sembra si sia inabissato per ascoltare.
nuotare nel divino.
troppo breve.

se Dio esiste si nasconde, certamente, nelle note basse. tutto il resto serve per distrarsi e non essere affogati dal suo vibrare profondo.
il suo posto e’ l’altare.
l’elogio all’ozio riporta alla debolezza della carne, sebbene in modo gentile ed ingannevole. accenno alla bestialita’ che tradisce l’insoddisfazione.
il soprano lezioso, troppo angelicato, non riesce a competere con la forza dell’ozio nel basso.

il contraltista riscatta il suo posto sull’altare con la bravura che controbilancia la profondita’ del basso. e’ espressivita’ ricca e virtuosa.
gli uomini, stasera, la fanno da padroni indiscussi.
virtuosismo finale un po’ troppo di maniera.
per fortuna il bis riporta l’acqua del mare ad inondare la chiesa.

grazie Paola Erdas, grazie Andrea Lausi, la vostra amicizia mi arricchisce continuamente.

 

postato su fb il 12 febbraio 2015.

 

 

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(elisa)Betta Porro