la parola ci ha corrotto.

chi sono io per pretendere attenzione?
un radicale libero nell’ovvieta’.
tanti pensieri persi nella catastrofe dell’umano.
dimessa nel/dal contingente usurpatore.
non ci sono motivi all’esistere se non il conforto del riconoscersi nell’accadere.
troppo facile la critica nel/del giudizio e gli appigli a cui aggrapparsi sono cosi’ precari da rendere incerto ogni procedere.
positivismo bianco del miglior offerente.
e’ piacevole l’incertezza nell’assaporare l’equilibrio instabile del filo sottile su cui volteggiare da pachidermi goffi.
il frantumarsi del senso profuma di incompiuto.
vitalita’ estrema nel dissolversi dell’acquisito .
civilta’ stantie dal comune benessere, asservite alla liberta’ dominante.
solo aguzzini di professione, schiavi del ruolo assegnato dal colonizzatore di turno.
smancerie del positivismo per aggradare al piu’ confacente.
steccati di maniera, soluzioni imbalsamate.
il pensiero e’ ovviato dalle etichette.
qualche flebile gorgheggio dall’est si distingue, ma non incanta il proselitismo da strapazzo nel consumo ingordo.
pensare maschile, soccombere femminile.
nuovi comandamenti necessitano per aprire le acque del Nilo, senza tiranni ne’ oppressi.
forse il pensiero e’ da sopprimere perche’ la sua valenza e’ contradditoria nel suo esistere.
datemi una gomma per cancellarlo!
datemi un prezzo per barattarlo!
datemi un gadget per sostituirlo!
e’ penoso vedere il dimenarsi a concedergli il valore.
non sopporto piu’ il peso dei miei pensieri, tollero quello dei visionari, sbrano quello dei compiacenti vuoti narcisi che intaccano le mie narici con il loro odore fetido.
manierismo da marketing che scimmiotta il sedere spellato del babbuino: una banana schiacciata e sputata perche’ troppo acerba o troppo matura.
nessuna intenzione di approdare, ma di annegare dove non ci siano benpensanti ne’ poveri di spirito.
vi lascio i pensieri con tutta la loro supponenza perche’ non riesco a farne ghirlande con cui adornarmi e profumare l’astinenza di tenerezza.
pensate con tutta la mediocrita’ che vi sia possibile perche’ nessun pensiero ha reso nessun umano migliore! (…semmai peggiore!)
non spappolatemi con la poesia e l’irrazionale che serve solo a drogare l’anima.
animali siamo, la parola ci ha corrotto e dobbiamo farcene una ragione.
postato su facebook il 5 marzo 2017
(elisa)Betta Porro