l’energia dei luoghi.

 

con sufficiente carburante in corpo posso disquisire o…sproloquiare.
c’era solo qualche anima eletta in quel di Aurisina.
musica per le mie orecchie nella presentazione dello specchio lineare del fisico Hans Grassmann.
e’ guerra quella che noi facciamo nel non pensare ed attivarci a sufficienza come comunita’ contro il gas di Putin od il petrolio del Saudi Arabia?
si’ e’ la mia risposta.
e’ necessario riportare le scoperte della fisica ad essere protagoniste e non asservite al potere del mercato?
si’ e’ la mia risposta.
ha l’arte un posto prioritario nell’attivare dinamiche all’interno delle comunita”?
si’ e’ la mia risposta…insieme a filosofi, letterati e venditori di utopie.

”il futuro e’ possibile” e’ il finale della relazione del prof. Grassmann e la palla passa al sindaco di Sacile, che, con lo specchio lineare del professor Grassmann, ha aperto un laboratorio all’invenzione nel suo comune.
del comune di Duino presenti solo l’assessore alla cultura ed un consigliere.
il sindaco dov’e’?
di certo non e’ necessario comparire dove c’e’ un artista, Fabiola Faidiga a proporre l’incontro di ”L’energia dei luoghi”, fra arte e scienza!
l’italianita’ ha imposto i disastri maggiori, mentre, nel nord del Friuli, il pensiero asburgico e’ stato meno contaminato (forse perche’ poco si puo’ con i Friulani!). prova ne e’ come il sindaco di Sacile abbia avviato una collaborazione con l’universita’ di Udine per un laboratorio sperimentale con lo spin-off Isomorph della stessa universita’.
si sta sperimentando come trasformare in pirolisi solare, l’uso dello specchio lineare, attraverso l’uso dell’energia solare.
un incontro creato dalla necessita’ dell’artista come catalizzatore di energie dei luoghi per sprigionare dinamiche di relazione.
era pane quotidiano nella mia permanenza viennese.
come scardinare le lobby dei poteri predominanti ed asfittici: il socialismo viennese e’ il concime per la fertilita’, l’italianismo, piu’ o meno imposto, ne e’ il ritardante.

come sporcarsi le mani e assumersi la responsabilita’ di cio’ che accade, prendendo le distanze da chi, nel nome di tradizione e di biechi interessi, sclerotizza il divenire.
e’ il come tante piccole comunita’ debbano unirsi per potere scalfire il potere egemone ed il concetto di comunita’ e’ fluido come quello di gender. e’ senza steccati, ne’ confini e le amministrazioni devono confrontarsi con cavilli, lacci e lacciuoli.
il merito di Sacile parte dal suo segretario comunale, che, nella logica del risparmio e della sostenibilita’ (o anche solo di lavorare!), ha visto nello specchio lineare (niente vetro, ma alluminio e due piccoli motori che stanno tra le mani) l’agilita’ della possibilita’. Sacile sperimenta senza la paura di fallire perche’ le risorse investite non sono insostenibili, neanche per un piccolo comune.

mi sono attardata a parlare con il segretario in questione, perche’ prima di sede a Pontebba: ebbene si’, anche li’ ho potuto dichiarare le mie infiltrazioni in vari concorsi in zona. quello di una palestra comunale a Malborghetto, con il tetto di erba che sotterrava il costruito, ripreso poi, dall’architetto della zona, gia’ in gruppo con noi, per un centro benessere con la copertura trasformata in una forma di foglia. e’ stato l’ultimo concorso in cui ho potuto esibire tutte le mie doti di pitturazione con pastelli. dopo di cio’ mi sono astenuta dal digitale, restando analogica, truccandomi anche il viso il meno possibile.

seguendo il solito piedino fallico in accellerazione di ritorno da Aurisina, che la solita tiritera fra le considerazioni del famminile e maschile accompagnava, notorius dei Duran Duran apportavano quel che di esotico alla mia insofferenza di dover stare dietro ad una seicento.
doppiata una A6 e fattole mangiare polvere, la seicento, imperterrita, definiva il mio tragitto. meno male che i Simple Red ne attutivano il fastidio.
essere o apparire?
deciamente essere maschio, anche quando, all’andata, in salita verso Prosecco, inveivo contro il pick-up dorato che andava a 40km all’ora.
(non si potrebbero fare dei falo’ con i pick-up dorati?)
essere o apparire?
decisamente essere quando mi sono ritrovata nelle acque gelide del mare ed ho scoperto che nessuno poteva vedermi perche’ ero coperta dalle barche della Lega Navale. (va bene l’mmedesimarsi per dimostrare di essere profuga, ma era da deficente assiderare senza che nessuno avesse potuto leggere il messaggio!)
avrebbero funzionato di piu’ le pailletes ed il mio allontanarmi da diva su di un gommone verso l’infinito.
solo trucchi del mestiere, ma quando si e’ pronti a pagare con la propria pelle anche con un tuffo nel mare gelido.
l’acqua era fredda ed il pensiero e’ andato a quanto e’ stato il freddo provato dai fratelli e sorelle eritree.
era il 3 di ottobre.

l’energia dei luoghi? e’ lo spazio di interazione concesso dal capitale.

 

postato su facebook il 6 ottobre 2015.

 

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(elisa)Betta Porro