non era un immigrato.

bene, non era un immigrato e l’ho fatto uscire, da sola, da casa.

mi sono dimenticata di chiudere il cancello sulle scale ed ho lasciato la porta di casa aperta per far circolare l’aria in soffitta, come ogni sera.
adesso tremo perche’ ho scoperto che si e’ intrufolato anche nella parte di casa, passandomi alle spalle ed io non ho sentito perche’ stavo ascoltando il post condiviso sul mio diario di Patty Smith.
quando e’ finito il video ho ripensato all’ascensore che avevo sentito salire ad un’ora che non viene di norma usato se non da chi fa le pulizie.
ho creduto anche di aver sentito un rumori non ben identificati, dopo l’ascensore, ma ho continuato ad ascoltare la musica.
mi e’ venuto un dubbio e sono andata alla porta di casa: il bastone di scopa che metto di traverso per non fare entrare era stato rimosso.
ho preso il bastone e sono entrata in casa sapendo che c’era qualcuno.
mi sono avvicinata alla parte di soffitta opposta a quella dove ero appollaiata sul divano a farmi la dose quotidiana di faccialibro.
”Chi e’ entrato?”
nessuna risposta.
”Si puo’ sapere chi e’ entrato?”
spingo la porta e vedo un uomo con giubbotto di jeans e jeans di schiena sulla porta del bagno vicino alla cucina.
”Chi le ha detto di entrare?…Adesso esce e di corsa!”
con il bastone il mano, il tono incazzato e piuttosto seccata.
l’uomo, forse preso di sorpresa (lui?), con tono dimesso, borbottando:
”Va bene, va bene…la porta era aperta…”
”E allora, chi le ha detto di entrare? Guarda un po’ se uno vede una porta aperta e deve entrare!…” gli dico seccata con il bastone ben pronto ad essere usato.
”Va bene, va bene…”
”No va male!”

esce dalla porta e continuo ad incalzarlo fino al cancello sulle scale continuando ad invitarlo ad andarsene.
chiudo il cancello sulle scale.
rientro in casa e decido di chiudere anche la porta di casa perche’ per stanotte ne avevo abbastanza di visite.
”Se non era solo?” penso ed inizio a perlustrare la casa sempre con il bastone in mano.
niente.
ritorno nella parte dove ero sistemata sul divano e mi accorgo della luce accesa nel bagno vicino alla camera. io non lascio luci accese quando ho i lucernai aperti per non fare entrare zanzare ed insetti, se non quella davanti alla porta di casa per far sapere che c’e’ qualcuno.
vedo dei barattoli’ sopra il como’ spostati: questo mi era passato dietro alle spalle senza che io mi fossi accorta di nulla.
un ladro che si e’ imbattuto nel casino di scatole, vestiti e borse di carta e che e’ andato diretto dove si custodiscono, di solito, i gioielli. solo scatole vuote o piene di cose non di pregio, anche se per me preziose.
ha trovato la scatola vuota ed ha deciso di andare a rovistare dall’altra parte.
si e’ ritrovato un bastone di fronte.

ladro triestino, sulla quarantina.

adesso ho fatto l’ennesimo giro per la casa ed ho ritrovato una borsa vintage di mia nonna paterna, Santina, aperta sul futon dove mi spaparanzo davanti alla tv.
non so se riusciro’ a prendere sonno anche se con il manico di scopa vicino.

anca per oggi go fato la mia!

secondo la polizia, probabilmente, era un senzatetto che cercava di arrotondare perche’, di notte, i ladri non entrano in casa.

 

pubblicato su facebook il 5 settembre 2015

 

scopa-di-vecchio-stile-isolata-sopra-fondo-bianco-manico-di-scopa-34269797

(elisa)Betta Porro