piccionaia

enno’, non menatemela con il meccanografico (altra perfetta rispondenza provinciale, altrocche’ capitale europea!).
assolutamente contraria allo sgombero di quei due improbabili di Occupy Trieste (se non si e’ in grado di gestire un edificio occupato neanche capoluogo di regione si puo’ rimanere), ancora piu’ indispettita nelle spettrali opere non concluse di un progetto nel delirio del polifunzionale da architetto, in qualche modo mirabile (della serie da tenere a portata di mira!) che ha accompagnato i miei parcheggi zona Lanterna (adesso solo per raccattare qualche pidocchio, prima per qualche serata ai confini della realta’ di Etnoblog: @zzz solo per il nome si sarebbe dovuto tenere aperto, ma cosa possono capire i benpensanti di sinistra?).
avrebbe dovuto essere una sede per le associazioni di buona speranza, ma di buono c’e’ solo la sterpaglia che cresce attorno.

eggia’, erano Friulani (e cio’ non poco mi rode/ride) i malpensanti dell’Etnoblog, tutti drogati, che stavano sulle palle alle varie altre cooperative piu’ o meno sociali. adesso magazzino di una qualche fatiscente associazione, forse sempre della stessa che ha cambiato pelle per i propri intrallazzi.
quando si capira’ che non puo’ essere il mercato quello che gestisce i luoghi che diventano di interesse, soprattutto quando si tratta di ccc-iovani (questi sconosciuti!) e non dei soliti gruppi di interesse kamberiani (mi urticano anche le dita nel scriverlo).
ah, ma l’amministrazione pubblica deve assecondare impiegati, protocolli e leggi gerontocratiche per il bene dell’immobilismo e delle parrocchie confacenti.
ah, ma niente e’ stato fatto per i vecchi!
ah, ma se Trieste e’ una geriatria a cielo aperto.

se avessi scritto questo post in triestino sarebbe stato.
‘Viva l’A e po’ bon!’
conciso, diretto ed inevitabile.

”Wir brauchen keine Politique.
Wir kaufen es.”
‘es’ e’ riferito a Trieste e lo ha asserito un fatiscente architetto viennese (nella sua presunzione c’e’ la probabilita’ che lo sia!), davanti al mio capo inB. lui ha gia’ comprato due appartamenti a Trieste ed un’altra coppia ne aveva appena acquistato uno.
non parole, ma fatti.
l’orizzonte sul mare.
forse costa meno che comprare una casa a Dubai.
agli Italiani resta fare gli amministratori, pensando di essere una capitale europea con lo stuolo di impiegati forzatamente trasferiti dal Sud per riempire i formulari che non ci sono, ma che, all’occorrenza, si trasformano in sentinelle in piedi (con tutte le sedie che hanno scaldato!).
uno che pensava di essere il sindaco di una citta’ europea, l’altro che fa lo sceriffo.
nessuno che si sporca le mani con le miserie, ma che custodisce bene le proprie pensando bene di andare a pulire la casa degli altri.
quando riusciremo a vivere senza la schiavitu’ di dovere avere una casa forse si sara’ inventato un altro termine per socialismo.

sara’ stata l’indigestione di pesantezza e provincialita’ viennese di sabato mattina, insieme ad un riso dubbio ed ad un virus ammazza-sentimenti che sono rimasta stecchita a letto per due giorni senza potere mangiare, bevendo solo qualche sorso di rooibosh.
tutto il peso sullo stomaco di fantasmi e nuove pretese.
non sai piu’ dove sbatter la testa.
solo lo stare ammollo in un’acqua di mare consunta ti da’ un minimo di ristoro anche se barcolli.
non e’ uno scarafaggio, ma un piccione, quello che hai appena ‘invitato’ ad andare via.
all’altezza dei suoi occhi, perche’ distesa sempre sulla sdraio verde,
ci guardiamo con sfida (da quando ho saputo che Nikola Tesla amava i piccioni li guardo con meno sdegno, ma il solito fastidio).
il segno di un giallo acceso sul becco, in perfetto contrasto con il nero delle piume lucide, lo puo’ far sembrare gradevole e lo definisce maschio.
occhiata fulminea di qualche istante e mi accorgo che la sta mollando.
incredula, alzo la testa per guardare meglio.
affermativo.
non avendomela scaricata sulla testa, e’ stato il mio sguardo tanto potente da fargliela fare addosso.
per carita’, adesso la sfida all’ok-coral anche coi piccioni maschi.
forse dovrei avvisare i mocciosi che corrono con la mitragliatrice ad acqua e che disturbano il mio tentativo di sbattere la testa da qualche parte.
”Se non smettete di bagnarmi, il bagno ve lo faccio fare io!” con zitellaggine acuta impreco.
il piccione e’ volato via.
forse e’ andato a mollarle sul meccanografico.
sarebbe stata una pefetta piccionaia per Nikola Tesla.

postato su facebook il 17 agosto 2016

(elisa)Betta Porro

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