Prefazione

Ci perdiamo per sentieri secondari, ma ci sembra di essere sulla vera strada principale; ma chi mai può osare dirci che stiamo sbagliando? Ci metteremmo subito a litigare. Ognuno pensa di essere sulla strada giusta e ritiene che siano gli altri a essersi persi. Chi non vede non può andare diritto, e chi non sa pensare né giudicare non è in grado di amministrare i propri affari come si deve. La stessa persona può pensare bene per una cosa e in modo sbagliato per un’altra. Per esempio il turco dice che non serve fuggire da Dio, perché non ci si può difendere né nascondere a Lui. Hai ragione, Turco! Ma ha forse ragione il turco quando dice che non serve fuggire dalla peste? No, davvero! In questo sbaglia parecchio. Da Dio non puoi difenderti, e quindi non serve nemmeno fuggire; ma da un incendio, da un’inondazione, da una peste e da molti altri mali possiamo tutelarci e, se non lo facciamo, ci comportiamo in modo assai folle. Da tutto ciò consegue che possiamo essere affezionati agli uomini e amarli, e nello stesso tempo biasimarli e criticare i loro sbagli, perché altrimenti non è possibile che essi se correggano.

Se ci sarà qualcuno che interpreterà male la mia sincera intenzione e il mio scritto disinteressato, ritenendo offensiva la mia critica delle abitudini nelle quali è cresciuto è che a lui sembrano buone, so che verrò condannato e che di me si parlerà male. Questo l’ho previsto e me l’aspetto. Chi può contentare tutti e tante persone diverse? Io cercherò soltanto di non scrivere niente contro la mia coscienza e contro le regole del buon senso. D’altra parte è vero che chi si contenta di farsi pecora e, come tale, di seguire le altre pecore, non ha bisogno né di pensare né di giudicare. Il radicamento di vecchie abitudini è simile ai radici dei grandi alberi, che hanno bisogno di tanti anni per penetrare profondamente nella terra quanti ne servono perché si secchino. Bisogna anche osare e cominciare a pensare come penseranno gli uomini fra cento anni, se non vogliamo contentarci di restare per sempre nella originaria semplicità della prima infanzia. Se gli europei non avessero osato correggere i propri pensieri e illuminare la propria mente con la cultura, sarebbero rimasti ancora oggi nella primitiva stoltezza e arretratezza e sarebbero simili ai poveri popoli africani.

(continua…)