FONDO BIMENSILE

LA TRADIZIONE CULTURALE E’ UN BENE COMUNE

 

Siamo partiti – nel fondo del mese scorso – con la celebrazione del sessantesimo compleanno il Trattato di Roma, primo atto di cooperazione finalizzata all’Unione europea.

Un’ Europa concepita come patria comune di tutti i popoli che l’hanno storicamente formata e forgiata.

Un ‘ Europa che conserva, potenzia e valorizza singole lingue e letterature nazionali che la costituiscono.

Che è capace di tradurre e mettere a disposizione in tutte le lingue tutte le opere – in particolare le opere considerate “classici” dei singoli Paesi. Queste opere – incredibilmente – si somigliano molto per temi, stili e temi trattati.

Insomma l’Europa, a partire dalla comune radice indoeuropea – passando per il latino – elabora i grandi gruppi linguistici sino al riconoscersi nella propria singola lingua nazionale. 

Conoscere la cultura storica e letteraria degli altri e constatare che è uguale alla propria, è causa di grande gioia.

La cultura europea moderna, in particolare dal settecento ad oggi, sviluppa lo stesso tipo di opere e lo stesso grande desiderio di creare una lingua scritta che sia alla base delle istituzioni culturali e di studio dei singoli Stati o aggregati di stati che stavano sorgendo.

Una parola va anche dedicata ai nuovi strumenti di informazione, che la tecnica della stampa favorisce e sviluppa. Non solo il romanzo, la novella, il teatro, le biografie, gli epistolari, vengono stampati. Ad essi si aggiungano i giornali, in articolare i quotidiani, che invadono l’Europa settecentesca e sono letti veramente da tutti.

Questo sito è la trasposizione in digitale e nel web di quello che era – allora  -un giornale periodico,  e non solo per l’inserimento di blog d’autore, che rappresentano la c.d. “terza pagina” ma anche per la presenza in prima pagina di due elementi allora necessariamente caratterizzanti:

  • l’ ”articolo di fondo”, che ne esprimeva autorevolmente il punto di vista,
  • il “romanzo d’appendice” ovvero un romanzo – spesso di avventure – pubblicato a puntate.

Incantati da sempre dal fascino della scrittura e delle vicende di Dositej Obradovic, che trasse forza dalla città di Trieste (dove dal primo settecento viveva la più numerosa e colta Comunità serba fuori dalla Serbia stessa) inauguriamo la serie dei romanzi che saranno pubblicati nell’appendice di prima pagina di questo sito con la sua “vita e avventure”.

Ringraziamo in particolare:

La casa editrice ARGO per aver concesso la pubblicazione a puntate del romanzo autobiografico di Dositej Obradovic Vita e avventure ed alla traduttrice e docente di Serbo all’Università di Pescara, Maria Rita Leto;

MarijaMitrovic, decana dell’Università di Trieste come docente di slavistica, che, assieme al figlio Bojan, docente di storia, per la stessa casa editrice ARGO ha pubblicato nel 2015 la Storia della Cultura e della letteratura Serba. Questo saggio, con ampia bibliografia ed elenco delle opere, è fondamentale per la comprensione di una cultura nello stesso tempo vicina e lontana.

 

Giugno/Luglio 2017

 

Daria Viviani



PRIMAVERA D’EUROPA

A maggio non si può parlar d’altro che di Primavera. E non solo perché invasi da profumi e abbaglianti fioriture, e dalle corrispondenti benefiche tisane, che il nostro sogno di Europa senza confini interni, per seguire liberamente segni e segnali della natura e dei paesaggi..

Chiudiamo gli occhi e lasciamoci stordire dal tiglio, ad esempio, albero che è in tutti i nostri paesi europei e che può durare molto più del tempo di una vita umana..

Anche la nostra Europa Unita, che ebbe inizio col Trattato di Roma, compie in quest’anno sessanta primavere..

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Il giorno europeo o festa dell’Europa si celebra il 9 maggio di ogni anno. Questa data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet ed esposto nella Dichiarazione Schuman, che segna l’inizio del processo d’integrazione europea con l’obiettivo di una futura unione federale.

La data coincide anche con il giorno che segna, de facto, la fine della Seconda guerra mondiale: Il Consiglio d’Europa ha celebrato il 5 maggio come “Giorno dell’Europa” fino dal 1964, ricordando la propria fondazione avvenuta il 5 maggio 1949.

La Comunità Economica Europea adottò invece come “Giorno dell’Europa” il 9 maggio in occasione del vertice tenutosi a Milano nel 1985, in ricordo della proposta che Robert Schuman presentò il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, a partire dalla messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo verso una futura Europa federale, ritenuta indispensabile al mantenimento della pace.

Il giorno coincide con la Giornata della Vittoria dell’Unione Sovietica (quella di molti paesi europei occidentali cade l’8 maggio).

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Mai come in questo momento, il progetto di Europa è stato vicino a realizzare il sogno di Altiero Spinelli – che a Ventotene prefigurò un’Europa federale – che è ancora il sogno dell’Italiaintiera..

Tutti i paesi geograficamente e culturalmente europei hanno – pur con diverse modalità – concorso a realizzare entità statuali democratiche che erano passi certi verso l’Europa.

Abbiamo saputo da sempre che – noi Europei – abbiamo la stessa storia e la stessa cultura. Non a caso sono proprio le singole nazioni storiche, che per prime sono state culla della nostra civiltà, ad essere favorevoli ad un progetto di Europa Unita.

Ricordiamoli in base a quanto ribadito dai rispettivi governi in tempi anche molto recenti:

  • la Grecia, favorevole sia all’Europa che al concepire nuove formazioni politiche transnazionali;
  • tutti i paesi che formavano la federazione Jugoslava, con la particolare novità,tra tutti i paesi componenti, sulla Serbia. E’stato rieletto infatti alla presidenzaAleksandarVučić, che ha vinto con larghissimo margine e con l’Europa al primo punto degli obbiettivi di governo le elezioni 2017;
  • i paesi ex URSS ora annessi all’Unione: Bielorussia e Repubbliche baltiche;
  • i paesi ex Patto di Varsavia:Romania, Bulgaria, Ungheria,Repubblica Ceca e Slovacchia;
  • La Finlandia ed i paesi Scandinavi a maggioranza pro Europa;
  • la Germania, dove si sono svolte la settimana scorsa elezioni regionali ed il partito filoeuropeo di Angela Merkel ha superato ogni previsione;
  • L’Austria, che nelle recentissime elezioni presidenziali ha ribadito l’adesione al partito filo-europeo;
  • L’Olanda, anche essa fresca di elezioni;
  • Il Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi;
  • La Francia con il recentissimo trionfo di Emmanuel Macron, che alla cerimonia di insediamento ha deciso di far suonare l’inno europeo prima della Marsigliese.. i valori di Macron sono i nostri valori, come ha ribadito il nostro presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni. Inoltre è noto che l’idea di Europa in Francia, comprende l’ intera Russia;
  • La Spagna sulle medesime posizioni;
  • Il Portogallo, già sede del Trattato di Lisbona, la più recente “costituzione europea” e sempre aderente;
  • L’Irlanda si è recentemente espressa ribadendo l’adesione;
  • L’Islanda altrettanto.

Tra i componenti dell’U E, solo il Regno Unito ha revocato la propria adesione, a seguito di un recente referendum. Tuttavia il Galles, l’Irlanda del Nord e la Scozia reclamerebbero l’indipendenza onde rimanere nell’UE.

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L’Europa va quindi verso un rinnovamento dell’idea stessa di Europa e si percepisce che è percorsa da una nuova primavera..

Daria Viviani

Presidente

 

Trieste, maggio 2017