random

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‘Peptide Boogie’ del maestro Jurcev e’ superbo.
l’interpretazione della peptide-piano Sonia Cugini e del peptide-flauto Alberto Piovesan e’ stata all’altezza delle interpretazioni da grandi occasioni (d’altronde Alberto indossava una giacca da smoking comprata a Portobello’s Road e Sonia il filo di perle!).
il visual della Donaggio Luzzatto-Fegiz non ha bisogno di presentazioni.
la mia lady protein era di passaggio fra i giganti e se l’e’ cavata con qualche colore nelle evoluzioni di tecnica Limon rispolverata.

come faccio a far capire che il mio privilegio e’ sentirsi parte di un magma di umani e delle loro eccellenze?
come faccio a far capire che l’abbraccio delle persone che ti ritrovi intorno e’ la migliore remunerazione, soprattutto quando li ritrovi sul tuo percorso creativo e dedichi a loro il tuo esistere?
come posso spiegare che potere parlare di musica, meglio se noise, da ignorante-ma-con-un-orecchio-che-non-tradisce, in pizzeria, e’ una delle piacevolezze che ti regala l’incontrarsi?

La Baita, con i suoi salumi (salame, prosciutto e mortadella) ed i vini (terrano metodo classico, vitovska e malvasia) ha permesso il brindisi di qualita’ che ho continuato alla ricerca di Steras Wines.
mi sono sentita in dovere di andare a trovare il suo produttore, memore delle mie scorribande da sommelier, ma c’era solo la sua malvasia 2014 e non posso essere cattiva con gli amici istriani.
c’erano anche dei finger food di cucina medievale picevolmente illustrati da Marina Mai che, insieme a Wunderkammer Trieste. organizzera’ dei corsi. stuzzichini da aperitivo preparati con cura, ma l’abbinamento con la malvasia improponibile, se non per le polpette e la frittata di erbe.

continuando la scorribanda, ripensando alla fatica mentale nel riproporre una coreografia, dopo quasi trent’anni dall’ultimo contare i tempi di un pezzo musicale, ritrovo i miei amici di avventura e mi trastullo nell’ascoltare e nel rimbalzare i pensieri, contrariata dal fatto che non posso bere un qualche vino autoctono. solo birra. niente da fare.
e’ una di quelle serate piacevoli in cui la bora non e’ protagonista e trascino i compari all’Idrocity perche’, in mancanza di carne fresca, sono propensa a farmi Ugo.
le ‘mala femmene’ che mi contornano speziano il profumo dell’aria.

grazie vita! perche con uno o piu’ Ughi, con il sottofondo di Jazza, anche se in serata random, e’ stato piacevole viverti!

 

pubblicato su facebook il 26 settembre 2015.

 

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(elisa)Betta Porro

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