Schira.

 

gia’ nelle prime battute c’e’ profondita’.
il disco di Stefano Schiraldi e’ tutto tranne che una delusione.
non sarebbe stato possibile, ma dopo il lungo travaglio non era cosi’ scontato.
sara’ per la formazione con Gabriele Cancelli (tromba), Valentino Pagliei (contrabbasso), Romano Bandera (percussioni) che rischia di essere anche delicato nonostante i testi impegnati da cantautorato anni ’70.
senza parole sono rimasta al primo ascolto, come lo ero rimasta la prima volta che ho sentito i suoi pezzi, come ‘Ometto’ , mi hanno squarciato testa e cuore. cosi’ universale nel fastidio triestino.
la scelta dei pezzi in mezza lingua triestina sono quello scarto schizzofrenico che la gente di Trieste deve fare per convivere con le rigidita’ dell’i/Italiano.
lo presentera’, domani, al teatro Miela, dove frammentera’ anche con i pezzi in italiano per proporre il panorama del suo orizzonte.
impegnato e scanzonato, leggero (nel disco anche la sua voce e’ ammorbidita) e graffiato (dal vivo la sua voce e’ portata anche all’estremo del rauco groove), penombra e colori tra mare e carso.
volk che non si compiace al blues, balcan, jazz e note rarefatte sono la spina dorsale ai testi sempre impressionanti per la chiarezza e nessun sottinteso compiacente: diretto, spigoloso, quasi imbarazzato e stupito nel suo femminile emancipato.
non c’e’ solo un’idea di disco, ma il lavoro per il teatro che ha eseguito negli ultimi anni lo hanno aiutato a creare e raccontare una storia, un di quelle che si possono inventare davanti ad un bicchiere di imbevibile vino.
‘Porto vecio’ e’ il sottofondo musicale della politica di Trieste che sbraita, ma e’ in ‘Trombeta stonada’ (il pezzo che da nome al disco) dove c’e’ la consapevolezza di quanto vengano massimizzati e svenduti sentimenti ed emozioni.

sul palcoscenico del teatro Miela si chiudera’ il cerchio, che sotto l’albero della Majenca di tre anni fa, con una stretta di mano tra Schira, Maxjur ed io abbiamo fatto un patto: io avrei ricominciato a fare la coreografa e Schira avrebbe fatto il disco.
lady Protein ha ballato il suo Peptide Boogie e, domani, brucero’.
…et voila’ les jeux son fait!

ormai sono la mia famiglia allargata ed io non finiro’ mai di ringraziare la vita e questa citta’ per ritrovarmi circondata di donne e uomini che sono pezzi di bellezza dell’umano.

 

 

pubblicato su facebook il 26 novembre 2015.

 

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nella foto Valentino Pagliei, Romano Bandera, Gabriele Cancelli e Stefano Schiraldi.
(elisa)Betta Porro