sorellanza.

…e c’e’ ancora chi pensa di essere dalla parte della ragione.
la ragione a Trst si da’ agli asini (credo di averlo gia’ scritto altre volte, ma mi piace ripeterlo e sottolinearlo), ossia ai ‘muss’.

le sirene dell’est suonano per allertare contro il canto di quelle dell’ovest.
le proprie storie nazionali o personali (che sono la stessa cosa) inducono al giudizio sugli altri che sta nel proprio ombelico.
anche Nuit Debout ha fallito la sua rivoluzione.
neanche piu’ i Francesi riescono a fare la rivoluzione in nome della liberta’ e della fraternita’. forse proprio in questo c’e’ la loro fallacita’.
un millennio e’ passato e tutta la storia c’e’ rimasta inscatolata dentro e ci sta schiacciando senza beneficio del suo peso.
fosse stata scritta per qualcosa!
la geografia deve essere ridisegnata con la sociografia, ma il filo spinato pretende ancora di disegnare i confini.
eppure ci sono focolai di femminile che urlano forte.
non hanno paura di essere scorrette e disubbidienti.
penso a Save Kobane ed a Black Lives Matter, dalle donne indigene per Standing Rock #nodapl Stop Dakota Access Pipeline alle zapatiste in rivoluzione permanente e vedo qualche fiaccola accesa.
in Europa il vecchio femminismo si sminuzza perche’ la famiglia ha perso ogni scettro per la rivendicazione di diritti spiccioli e ben controllabili, se non da partitocrazie asfittiche verso la deriva dell’estremismo o della realizzazione personale (che poi tanto diversi non sono).
tutto questo pensare per il futuro di figli e nipoti e’ il termometro di quanto la famiglia sia l’unica soluzione al pensare collettivo al quale posso sottrarmi senza recriminazione, ma con la certezza che non esiste la comunita’ se non e’ tribu’.
poi si parla di vivere civile.
quale civilta’?
in nome di cosa?
poi ci sono le Americane che nello show-bizz piu’ sfrenato si appellano alla sorellanza con tutto lo yankee poppato e che riescono ad organizzare la manifestazione femminista piu’ grande della storia.
certo che, da ieri, avrei qualche perplessita’ sulla clonazione del modello Reagan-Tatcher tanto osannato da tutti i liberali. tanti di quelli, oggi, si sono vestiti di rosa shocking ed un ridicolo berretto, sempre rosa shocking, con le corna di un orsacchiotto.
eppure, oggi, e’ stata la prima manifestazione per la sorellanza, cioe’ quella sorella che non sopporti, ma accetti ed accogli. quella che se feriscono e’ come se ferissero te. quella brutta e quella bella, quella stupida e quella intelligente, quella rossa e quella gialla, quella grassa e quella magra, quella di sinistra e quella di destra, quella sopra e quella sotto, quella sdentata e quella botoxizzata, quella alludente e quella perdente, quella da grattare e quella da lavare, quella senza motivo e quella isterica,…
ci voleva il berlusconismo-trumpismo per questo?
non bastava il patriarcato?
il profumo spruzzato dalla borghesia disturba.
poi c’e’ l”intersectionality’ che non ha una traduzione in italiano.
sara’ che diventera’ una lingua sempre piu’ desueta, ma, forse, non ce la si puo’ fare con un concetto che non riesce ad appartenere ad un pensiero. qua stiamo ancora dietro alla zavorra del diritto romano che non ci allontana molto dal legislare dei paesi musulmani. se non si riesce ad ovviare alle procedure con nevicata e terremoto in corso, di che cosa stiamo parlando?

tutto questo inframezzato da Trieste, Yugoslavia.
dovo confessare che mi stanno saltando i punti cardinali.

#adessocheavrebberodaesportarefemminismochiudonolebarriere

postato su facebook il 22 gennaio 2017.
(elisa)Betta Porro